Cosa significa meditare?

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Il meditare è una azione che porta alla meditazione, ovvero ad uno stato dell’essere in cui si è totali. Questo stato è raggiungibile tramite infinite vie, esistono molte tecniche utili a raggiungerlo ma tutte, hanno bisogno di una disciplina per fiorire. La meditazione significa essere pienamente presenti nelle nostre azioni, nei nostri pensieri e nelle nostre emozioni. Per fare ciò abbiamo bisogno innanzitutto di dare un giochino da fare alla mente a questo scopo, e non solo, esistono le tecniche. Con una tecnica di meditazione incanaliamo il nostro pensiero, nonché la nostra energia in una unica direzione. Questo fa sì che mentre la nostra attenzione è totalmente rivolta verso  un qualcosa, si presentano pensieri o cose che ci distolgono da essa. A questo punto è importante riportare la nostra attenzione nel nostro intento, e continuare in ciò che ci siamo proposti. L’osservazione delle distrazioni che ci arrivano a riguardo ci fanno intuire che l’origine stessa di esse risieda in qualche parte inconscia di noi stessi. Questo primo campanello di allarme che suona ci fà intuire come siamo molto più complessi e subdoli di quanto immaginiamo. Se pensiamo di conoscerci in verità non è vero del tutto, conosciamo infatti solo una parte del nostro essere, quella parte che il cervello ed altri organi di senso ci permettono di vedere, la nostra parte conscia. Durante la pratica della meditazione emergono informazioni che normalmente il nostro cervello filtrerebbe. Coltivando questo stato, riusciamo a rimuovere i nostri condizionamenti e i nostri giudizi dando voce a ciò che viene chiamato l’osservatore.

Lo stato rana_in_meditazionedi meditazione può essere raggiunto in qualsiasi momento si voglia, a patto che, si riesca ad essere totali in ciò che si sta facendo. Pur sembrando una cosa facile non lo è per niente e prima di portare questo stato nella vita quotidiana, abbiamo bisogno di esercizio, mano a mano, vedremo sorgere in noi un’altra voce, la nostra voce più vera.

Alcune culture usano sedersi in posizioni particolari o concentrare l’attenzione sul respiro, altre usano la danza, la musica, la preghiera, tutto può essere visto come tecnica di meditazione, la vita stessa. Se nel lavare i piatti lo facciamo in maniera migliore possibile allora staremo meditando, se stiamo camminando cercando di portare l’attenzione sulla nostra camminata allora ugualmente staremo meditando. Se portiamo infine l’attenzione a ciò che la mente pensa allora anche questa volta staremo meditando.

Quando dall’inconscio emergono le distrazioni sono quindi parti di noi che si manifestano, ciò che bisogna fare per non influire su di loro è lasciarle esprimere ed osservarle. Avremo modo di capire quali dinamiche abbiano scattato la manifestazione e capire quindi da che esperienza provenga. Le manifestazioni dell’inconscio sono sempre autentiche in quanto non passano attraverso la nostra parte razionale che giudica molto spesso superficialmente cosa è reale e cosa non è.

Ecco che può iniziare un cammino di crescita nell’individuo che ha interesse ad ascoltarsi. Mettere in gioco il fatto che esistono cose che non sappiamo crea un apertura, un’espansione che verrà presto riempita da energia e concetti puri che mano a mano inizieranno a cambiare la nostra vita, cambiando il modo di vedere le cose, la nostra alimentazione, il nostro stile di vita.

Chi non accetta che esista l’inconscio e che esso sia autentico quanto il lato conscio baserà la propria vita su ciò che già conosce privandosi così della possibilità di crescere, di evolvere.

 

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