I conservanti artificiali: gli antimicrobici

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conservanti, come leggerli dalle etichette

conservanti, come leggerli dalle etichette

I conservanti artificiali sono impiegati all’interno del prodotto o in superficie per la conservazione dello stesso. In questa categoria sono compresi gli antimicrobici, gli antiossidanti e le sostanze destinate principalmente ad altri usi ma aventi un effetto conservativo secondario.
GLI ANTIMICROBICI

Sono sostanze aggiunte agli alimenti allo scopo di evitare le alterazioni causate da microrganismi, impediscono le funzioni vitali dei microrganismi sia all’interno della cellula batterica, sia sulla membrana cellulare alterandone l’integrità. I metodi più antichi erano l’essiccamento, la salagione, la cottura e la bollitura. Si possono anche eseguire trattamenti fisici (refrigerazione, congelamento, pastorizzazione, sterilizzazione), fisico-chimici (affumicatura), chimici (con sostanze naturali come sale, miele, olio, aceto) o biologici (fermentazione). Oggigiorno l’industria alimentare usa solo antimicrobici chimici. Queste sostanze per la loro ampia diffusione possono superare di gran lunga le dosi raccomandate e diventare gravemente tossiche. Elenchiamo i più tossici per la salute.

E210 ACIDO BENZOICO E BENZOATI (E211 sodio benzoato, E212 potassio benzoato, E213 calcio benzoato) DGA 5 mg/Kg
Usati come conservanti antibatterici e antimuffe in ambienti acidi, sono eliminati dal corpo attraverso le urine come acido ippurico, dalle 9 alle 15 ore dopo l’ingestione. Bisogna ricordare che la capacità dell’organismo non è molto ampia e che la dose limite si può raggiungere facilmente essendo un prodotto ampiamente diffuso nelle bevande gassate. I benzoati assunti in grandi quantità possono provocare irritazione gastrica, reazioni allergiche come l’orticaria, disturbi neurologici, si raccomanda cautela nei casi di asma e di sensibilità all’aspirina. Si trovano in bevande a base di succhi di frutta, bevande gassate, conserve ittiche, compresi caviale e succedanee. Per i bambini si consiglia una dieta priva di tali sostanze.

E214 paraidrosibenzoato di etile-E215 sodium salt- E216 propyparaben- E217 propy-14 hydroxybenzoate- E218 methylparaben- E219 methy-14 hydroxybenzoate Vedi benzoati

E220 ANIDRIDE SOLFOROSA E SOLFITI E221 sodio solfito- E222 bisolfito di sodio- E223 metabisolfito si sodio- E224 metabisolfito di potassio- E225 potassio solfito- E226 solfito di calcio- E227 bisolfito di calcio- E228potassio solfito acido. DGA 0,35 mg/Kg I solfiti sono usati come antiossidanti per prevenire la perdita di colori di frutta e ortaggi essiccati, per evitare o bloccare alterazioni microbiche nella carne, nel baccalà ecc.. Usati anche nell’industria enologica, inibiscono la crescita batterica ma non interferiscono con lo sviluppo dei lievito. Questi prodotti sono sicuramente dannosi se si considera che l’SO2 è inclusa nei gas tossici. La presenza di anidride solforosa nel vino è responsabile del famoso cerchio alla testa (da considerare che la dose giornaliera ammessa viene facilmente superata bevendo anche ¼ di vino, es.: se in una persona di 60 kg la DGA è di 21 mg, in ¼ di vino vi possono essere oltre 43 mg di additivi solforati), inoltre può provocare attacchi di asma in persone ipersensibili. L’anidride solforosa provoca la perdita di calcio, distrugge la tiamina o vitamina B1, fondamentale nel metabolismo degli organismi animali, specie pere quanto riguarda il metabolismo glucidico; inoltre può mascherare alterazioni d’origine batteriche in atto (vietata nelle carni macinate ma non nei crostacei e nei filetti di baccalà). Negli alimenti per l’infanzia nessun livello di tale sostanza è accettabile, ma essa è largamente presente in alimenti come marmellate, succhi di frutta, bibite analcoliche, amidi, fecola, frutta candita e frutta secca; inoltre il bisolfito di sodio serve per lo sbiancamento del merluzzo e dello zucchero bianco, per la conservazione del sidro oltre che per la fabbricazione del vino e della birra. L’SO2 è facilmente solubile in acqua, e nei liquidi in genere, i suoi sali acidi si dissociano per formare nuovamente SO2. La FDA ha stimato che negli USA più di un milione di asmatici sono ipersensibili o allergici ai solfiti, così dal 1986 l’uso di solfiti non è permesso su frutta e ortaggi che vengono consumati crudi. Inoltre la FDA dal 1986 ha deciso che i solfiti usati come conservanti devono essere dichiarati sull’etichetta, indipendentemente dalla quantità del prodotto finito. Per la normativa italiana, in prodotti con concentrazioni minori di 10 mg/Kg, l’anidride solforosa si considera assente

E249 NITRITO DI POTASSIO E250 NITRITO DI SODIO I nitriti possono indurre nausea e vomito, mal di testa, assenza di ossigenazione del sangue, abbassamento della pressione sanguigna, se combinati con altre sostanze, ammine, generano la formazione nello stomaco di N-nitrosammine cancerogene. Vietati in Svizzera, si trovano nei salumi, nelle carni in scatola, negli insaccati crudi stagionati, nelle carni preparate o conservate. Si consiglia di eliminarli dalla dieta dei bambini. I nitriti oltre ad essere aggiunti agli alimenti possono derivare da fertilizzanti usati in agricoltura, liquami degli allevamenti animali, perdite di impianti fognari, una volta penetrati nel suolo una parte viene assorbita dai batteri e dalle radici delle piante.

E251 NITRATO DI SODIO E252 NITRATO DI POTASSIO I nitrati possono essere convertiti nello stomaco in nitriti con le conseguenze sopra riportate. Da indagini si è scoperto che basta consumare 200-300 grammi di alimenti che li contengono per superare la DGA. Nei bambini e nei lattanti il nitrato può indurre metaemoglobinemia. Spesso si trovano anche nella verdura e nell’acqua.

E234 NISINA E235 NATAMICINA E239 ESAMETILENTETRAMINA 1105 LISOZIMA Sono impiegati nella produzione di formaggi, impediscono la putrefazione, la fermentazione dell’acido butirrico e la formazione di funghi.

E230 BIFENILE-E231 ORTOFENILFENOLO-E232 ORTOFENILFENOLO DI SODIO Sono ammessi nella bucce deglia grumi, nei quali impediscono la formazione di aspergilli. E233 tiabendazolo è consentito nella buccia delle banane ma non va obbligatoriamente specificato.

 

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