Sambucus nigra

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Sambuco (1)Classificazione Dominio: Eukaryota (Con cellule dotate di nucleo)

Regno: Plantae

Sottoregno: Tracheobionta (Piante vascolari)

Superdivisione: Spermatophyta (Piante con semi)

Divisione: Angiospermae o Magnoliophyta (Piante con fiori)

Classe: Magnoliopsida (Dicotiledoni)

Sottoclasse: Asteridae

Ordine: Dipsacales

Famiglia: Adoxacee

Nomi popolari:Sambuco nero, Sambuco comune, Sambuco nostrale, Grand sureau, Almindelig hyld, Black elder, Schwarzer Holunder, Fläder. Forma Biologica: Piante legnose con portamento cespuglioso.

Descrizione: Albero, ma più spesso arbusto perenne, alto fino a 10 m; con chioma espansa, densa e globosa. Il tronco è eretto e molto ramificato fin dal basso, sinuoso e spesso biforcato in rami opposti ad andamento arcuato e ricadente. L’aspetto è nodoso e irregolare, con corteccia grigio brunastra, rugosa e profondamente fessurata; a livello dei rami è grigio chiaro liscia e cosparsa di lenticelle longitudinali brunastre. Caratteristica della sezione dei rami e del tronco è il midollo centrale bianco, soffice ed elastico, costituito da cellule sferiche dalla sottile parete di cellulosa. Le radici dotate di attività pollonante molte intensa, decorrono in superficie. Le gemme sono opposte, ovali e appuntite, ricoperte alla base da scaglie rosso-marrone da cui emergono i germogli delle foglie. Le foglie sono picciolate, opposte, decidue lunghe 20÷30 cm, con stipole ovate o tondeggianti (1 cm), acute all’apice. La lamina è imparipennata, composta da 5-7 segmenti ovati ad apice acuminato e margine dentato con nervature secondarie evidenti, di colore verde-brillante. Se stropicciate, emanano un odore sgradevole. I piccoli fiori sono riuniti in infiorescenze peduncolate ombrelliformi molto profumate che possono raggiungere il Ø di 20 cm, prima eretti, poi reclinati; hanno calice corto e campanulato; corolla arrotondata composta da 5 petali color bianco avorio, talvolta rossastri, ovali; i fiori laterali sono sessili, i terminali peduncolati. Gli stami intercalati ai petali, sono 5 con antere sporgenti gialle; gineceo con ovario triloculare a logge portanti uno stimma sessile diviso in 3 o 5 lobi. Sono molto profumati. I frutti sono piccole drupe globose, inizialmente verdi poi viola-nerastre, lucide e succose. A maturità contengono fino a 5 semi ovali e bruni, raggruppati in infruttescenze pendule, su peduncoli rossastri. Tipo corologico: Europeo-Caucasico. Tempo balsamico, modalità di raccolta: I fiori si raccolgono da aprile a giugno recidendo le infiorescenze alla base; i frutti si raccolgono in agosto- settembre usando gli stessi pettini usati per raccogliere i mirtilli. Le inflorescenze si essiccano all’ombra e si battono poi delicatamente per staccare i fiori dai peduncoli che si eliminano; i fiori si conservano in recipienti di vetro o porcellana, i frutti si utilizzano freschi (si possono anche surgelare). La seconda corteccia, a seconda degli usi viene prelevata in primavera o in autunno.

HABITAT

Distribuzione in Italia: è presente comunemente in tutto il territorio. Habitat generico: nelle radure, al margine dei boschi umidi, in scarpate, lungo i muri e sulle macerie. Occupa rapidamente ed in modo deciso tutti gli spazi lasciati liberi nelle schiarite, nelle radure, al margine dei boschi, inserendosi anche negli ambienti più antropizzati ed urbanizzati. Preferisce suoli freschi, ricchi di nutrienti e materia organica decomposta. Dal piano sino a 1.400 m s.l.m. COLTIVAZIONE E’ estremamente adattabile,vegeta particolarmente bene in terreni permeabili, freschi e ricchi di azoto. Predilige posizioni soleggiate o a mezz’ombra. Si può moltiplicare mediante talee. Se la pianta è sana, non è necessario potarla. La potatura di ringiovanimento è comunque di facile esecuzione.

PRINCIPI ATTIVI

Il sambuco possiede numerosi principi attivi che lo rendono una pianta di notevole interesse a livello officinale e medicamentoso. I fiori contengono oli essenziali, sambuconigrina, mucillagini,calcio, potassio. L’attività largamente attribuita ai fiori di sambuco è quella drenante, diuretica, antinfiammatoria. Responsabili di tale azione sono il flavonoide rutina, definito anche sambucicianina, e i composti triterpenici (presenti anche nelle foglie). I frutti sono ricchi di vitamina C (circa 10 mg./100), vitamine A, B1, B2, B6, selenio, ferro, sodio, potassio, fosforo, acidi organici, tannini e antociani (coloranti); la corteccia fresca contiene resine, tannini e alcaloidi. Il sambuco esercita anche un’azione analgesica da attribuire alla presenza, anche se minima, di un glucoside cianogenetico. Tra le sostanze citate, i principali costituenti sono polifenoli fra cui: antociani (cianina3-o-glucoside, cianina 3-o, 5-o-diglucoside, cianina 3-o-sambubioside ecc..),  flavonoidi (iperoside, isoquercitina e rutoside); vitamine e sali minerali.

Gli antociani agiscono modificando la permeabilità dei capillari: aumentano la resistenza e diminuiscono contemporaneamente la permeabilità delle pareti dei capillari. Hanno attività antinfiammatoria ed antiedemigena e sono efficaci anche nel trattamento della microangiopatia diabetica; sono in grado ,inoltre, di aumentare la velocità di rigenerazione della rodopsina, pigmento fotosensibile della retina. E’ infatti indicata l’associazione degli antocianosidi con la vitamina A per incrementare la capacità di visione notturna. I polifenoli, i flavonoidi e gli antociani hanno anche azione antiossidante e preventiva nei confronti degli ictus. Ai flavonoidi sono state attribuite persino attività antivirali. E’ stato dimostrato che la quercetina ha azione antivirale nei confronti del virus dell’herpes simplex e del virus parainfluenzale tipo 3. I costituenti a nucleo fenolico e loro derivati hanno spesso attività antibatterica. In particolare tale attività è stata evidenziata nei confronti di staphylococcus aureus e pseudomonas aeruginosa. Il meccanismo di questa inibizione batterica sembra essere incentrato sull’alterazione della permeabilità della membrana cellulare dei batteri. Per questo motivo agli antociani è stata attribuita efficacia nel trattamento di disbiosi, infezioni intestinali e infezioni delle vie urinarie.

CONTROINDICAZIONI

Le parti più pericolose della pianta sono la corteccia e le foglie fresche poiché se non preparate ed utilizzate in modo adeguato, possono irritare intensamente i tessuti.I frutti non maturi, ancora rosso vivo, contengono derivati tossici del cianuro, vanno pertanto raccolti solo a maturazione completa e in ogni caso cotti prima dell’assunzione, per evitare intossicazioni. Anche i frutti maturi e cotti, se a dosi elevate, possono provocare diuresi, sudorazione eccessiva, vomito e diarrea.
In via precauzionale è sconsigliato l’uso interno del sambuco in gravidanza e allattamento.

INTERAZIONI

In caso di terapia con farmaci diuretici o ipoglicemizzanti, la concomitante assunzione di preparati a base di fiori di sambuco, può determinare il potenziamento dell’attività del farmaco, va quindi prestata attenzione e valutata la situazione caso per caso. Le bacche contengono sostanze che possono interferire con farmaci immunosoppressori e con alcuni lassativi.

SINERGIE

Di seguito si citano alcune delle sinergie più note:
-Erbe sinergiche per raffreddori e influenza: Eupatorio (Eupatorium perfoliatum), Menta (Mentha piperita) e Achillea (Achillea millefolium).
-Erbe sinergiche con attività diuretica: Betulla(Betula alba), Equiseto(Equisetum arvense)
-Erbe sinergiche ad azione detossinante: Gramigna (Agropyrum repens), Cicoria (Cichorium intybus), Rafano nero (Raphanus sativus), Pompelmo (Citrus Paradisi). Delle prime tre si utilizza la radice, del pompelmo il succo.

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