La luce che è in noi: i biofotoni

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Nell’ultimo secolo la fisica quantistica ha aperto delle frontiere inesplorate permettendo di arrivare a considerazioni che lasciano a dir poco senza fiato. Una di queste è senz’altro l’intuizione del prof. Alexander Gurwitsch a proposito dei biofotoni.

I biofotoni sono molto simili ai fotoni (particelle di luce) ma hanno la caratteristica di essere prodotti da organismi viventi. Nel 1970 circa Albert Popp accolse questa teoria ed insieme ad un gruppo di suoi studenti iniziò le ricerche.

In Italia il biologo Protti fece studi importanti sul sangue e sui tessuti cancerosi, scoprendo che l’emissione di biofotoni era direttamente proporzionale alla vitalità del soggetto, che in presenza di leucemie il sangue aveva emissioni bassissime di biofotoni e che il potere oncolitico (cioè di combattere le cellule cancerose) del sangue era proporzionale al numero di fotoni emessi. Sembra inoltre che i punti cutanei descritti dall’agopuntura emettano maggior quantità di luce rispetto agli altri.

Il professor Facchini dell’Università di Milano, attraverso un nuovo rivelatore molto sensibile di luce chiamato tubofotomoltiplicatore, permise la prima conferma rigorosa e sperimentale del fenomeno. A seguito si è potuto dimostrare che anche gli organismi più semplici esistenti, i batteri, emettono biofotoni e che vi è una stretta relazione tra duplicazione cellulare ed emissione di biofotoni, confermando un ruolo chiave nel DNA in questo fenomeno.

Sembra infatti che la parte di DNA spazzatura, chiamato così perché apparentemente inutile, funga da memoria e che, proprio i biofotoni siano il mezzo tramite il quale il DNA immagazzini informazioni.

Un esperimento molto famoso a riguardo è quello dei due bicchieri di sangue. E’ stato preso del sangue di maiale e messo in due bicchieri, in uno di essi è stato instillato un agente patogeno, il sangue di quest’ultimo reagì producendo anticorpi. Sorprendentemente, più tardi, venne scoperto che, pur non avendo aggiunto nessun agente patogeno anche il sangue nel secondo bicchiere aveva sviluppato i stessi anticorpi. Si ripeté lo stesso esperimento inserendo tra i due bicchieri una lastra che non facesse passare luce e si scoprì che il fenomeno non avveniva più.

Ogni cellula dunque, sembra in grado di comunicare con l’ambiente circostante attraverso il DNA e che questo faccia come da “antenna elettromagnetica” che, funzionando da stazione ricetrasmittente, assimila informazioni, per inoltrarle nelle nostre cellule, guidando ogni processo cellulare.

L’intensità della luce rilevabile è veramente molto piccola, è paragonabile alla luce di una candela posta a 20 km da noi.

A seguire sono stati svolti molti esperimenti sui biofotoni che a livello internazionale vengono chiamati fotoni ultraweak. E’ stato visto come immaginando di essere luce, le emissioni  di biofotoni  possono aumentare. Siamo in grado quindi di variare l’emissione biofotonica anche attraverso la nostra intenzione.

E’ stato scoperto inoltre come l’emissione di luce vari nelle piante a seconda dei ritmi circadiani e sembra che varino anche in relazione ad eventi planetari astrologici.

Siamo luce. A dirlo ora è anche la scienza.

Al giorno d’oggi sono innumerevoli le pratiche di guarigione che utilizzano la luce come veicolo, tra le più note il Reiki, la pranoterapia, la cristalloterapia… la scoperta scientifica dei biofotoni sembra avvalorare l’efficacia di queste pratiche.

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4 commenti

  1. Paolo Manzelli, Chimico-Fisico, Presidente di EGOCREANET
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    ” Siamo ancora sulla soglia di comprendere appieno il complesso rapporto tra la luce e la vita, ma ora possiamo dire con forza, che la funzione di tutto il nostro metabolismo dipende dai Bio-fotoni ”
    – Dr. Fritz Albert Popp, (1976)
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    BIOFOTONI – PROMOZIONE della RICERCA &SVILUPPO :

    EGOCREANET NGO c/o Incubatore della Universita’ di Firenze ha idea di realizzare un
    Incontro multidisciplinare in Firenze c/o Accademia dei Georgofili (*),in Firenze, Giovedi 28.Sett.2017
    sul tema :

    La iniziativa sviluppera’ una dimensione culturale innovativa della ricerca biofisica in relazione alla importanza della debole emissione spontanea e coerente di quanti di luce che caratterizza la comunicazione cellulare di tutti i sistemi viventi.

    La comunicazione di biofotoni è un’area di frontiera transdisciplinare, che riguarda la ampiezza di effetti non termici di campi elettromagnetici quantistici sui sistemi biologici, la quale oggi ha un ampio impatto in applicazioni innovative nelle discipline della biologia, agricoltura, farmacologia e la medicina, nonche’ nelle scienze ambientali e tecnologie alimentari.

    Principali temi di discussione:

    I biofotoni come quanti di luce sono emessi spontaneamente nello spettro UV e Visibile ( 200-800 nm) da tutti gli esserti viventi come comunicazione di informazione orientata al fine di armonizzare il metabolismo cellulare e renderlo efficiente in chiave di prevenzione del benessere e della salute.

    I biofotoni generati dal DNA possono interagire a distanza con ormoni, gli enzimi e le trasformazioni cellulari rendendole funzionali in relazione ad un codice primo trasmesso per contatto dai RNA ,ma anche da segnali di informazione biofotonica che vengono convertiti in impulsi i quali indirizzano le varie funzionalita’ biologiche che sono a fondamento dei processi vitali

    I biofotoni nelle piante a seguito della esposizione al sole per la fotosintesi , dopo un ritardo tra i 2-200 secondi, agiscono attivamente per coordinare la germinazione di semi, sviluppo delle radici, crescita di fiori e foglie, e altre cellule funzionali. Pertanto stimolazione della rete di biofotoni è ritenuta importante in integrazione con la informazione epigenetica, al fine di migliorare la efficienza della produzione agricola la nutrizione animale e la salute dell’ uomo.

    Il convegno ai Georgofili in Firenze (*) – http://www.georgofili.it/detail.asp?IDN=1&IDSezione=10, verra’ organizzato da Egocreanet e collaboratori, il “28 Sett.2017”, e attivera’ un aperto confronto transdisciplinare tra scienziati , agronomi, medici ed imprenditori e giornalisti interessati a promuovere le conoscenze piu’ avanzate del settore della ricerca di frontiera su : “Biofotoni ed Energia per la Vita”.

    In questa fase di promozione della iniziativa cerchiamo collaboratori ed eventuali sponsors, per costituire il comitato promotore / scientifico . Gli interessati a collaborare potranno scrivere una email a : egocreanet2016@gmail.com
    Brevi Note Bibliografiche :
    http://www.5avi.net/2016/05/15/altro-vegetali-sensibilita-intelligenza-comunicazione-delle-piante/
    Light in shaping life: https://www.amazon.it/Light-shaping-life-Biophotons-medicine/dp/9081884328;
    The light of Life : http://biophysics.sbg.ac.at/paper/biosem-yip-2006.pdf ;
    Biophotons communication: http://www.rexresearch.com/biophotons/BiophotonsandBiocommunication3.pdf ;
    Biofotoni : http://gsjournal.net/Science-Journals/Research%20Papers-Biomechanics/Download/6894 ;
    Biophoton interaction : http://www.u.arizona.edu/~kcreath/pdf/pubs/2005_KC_GES_SPIE_v5866p338.pdf ;
    Biophotons in plant’s roots : http://stke.sciencemag.org/content/9/452/ra106 ;
    NB: Vedi anche Conferenza: Sept. 11-15, 2017 – Siracusa : https://agenda.infn.it/event/LACE17 ;

  2. CURIOSITA’SUI FOTONI :
    Una plausibile interpretazione di cambiamento concettuale , di Paolo Manzelli .

    Il sole si vede giallo splendente la dove si creano le onde-particelle di debole energia luminosa che chiamiamo fotoni . I fotoni si creano per interazione elettromagnetica che si manifesta tra tutte le particelle dotate di carica elettrica diversa da zero che emettono il fotone come mediatore dell’interazione con il campo di energia. Due particelle con la stessa carica elettrica (ad es. due elettroni) si respingono reciprocamente perche’ un fascio di fotoni fa’ da intermediario della attivita’ di interazione.
    I fotoni sono privi di massa gravitazionale (quella di attrazione tra due corpi) ma nel mentre accelerano nello spazio nel campo gravitazionale essi assumono un massa cinetica /inerziale .

    Il fotone puo’ acquisite massa cinetica fino a quando la massa acquisita nel movimento non raggiunge nel vuoto la velocita max della luce (C.) in quanto a tal punto la massa cinetica è divenuta equivalente alla massa gravitazionale.
    La massa cinetica del fotone è della stessa natura della massa gravitazionale ma solo quando raggiunge l’ equivalenza diviene possibile l’ identita’ simultanea tra onde gravitazionali ed onde del campo fotonico.

    In teoria, la applicazione di una estensione del “modello standard “ delle relazioni tra campi e particelle al fine di correlare il campo gravitazionale ai fotoni, riteniamo possa rendersi resa possibile nell’ istante in cui le onde del campo fotonico sono divenute del tutto indistinguibili dalle onde gravitazionali, allora si comprende come queste onde addensandosi formino un “muro invalicabile” per i fotoni.
    ( Ricordo per analogia un simile effetto per i “fononi” = particelle di suono : il Muro del Suono).

    Questo muro insuperabile per i fotoni si attua per il fatto che le onde, che precedono ogni particella si compattano nelle vicinanze del raggiungimento della velocita’ C. , determinando la causa per cui i fotoni stessi non possono superare la velocita’ della luce, mentre la trasformazione della massa (E=mC2), da origine alla trasformazione dei fotoni in un campo fotonico.

    Ricordando il postulato di base della scienza che assume il fatto che “la energia non si crea ne si distrugge ma si trasforma”, possiamo ancora applicare il modello standard che correla campi e particelle quantiche deboli, descrivendo la transizione da fotoni giunti al max. della velocita della luce in campo fotonico , come generata da un “intrigo- quantistico” (entanglement) (1) .

    Questo campo fotonico, per quel che riguarda le frequenze visibili (350-750 nm) (, anziche assumere tutti i colori che vediamo nello spettro dei fotoni, assume alla nostra vista un colore “NERO” come accade quando vengono assorbiti tutti fotoni da un corpo nero.

    Quindi nell’ area che va dal sole alla terra ci sono solo pochi fotoni che viaggiano a velocita’ minori di C. il resto della energia fotonica è trasformato in un campo fotonico , quello che successivamente si rompe (dis-entanglement ) per interazione con la materia (aria) illuminando quanti di luce la nostra atmosfera.

    (1)- Cose che accadono dal il buio e la luce ? ,http://www.edscuola.it/archivio/lre/sole.pdf
    Paolo Manzelli Egocreanet2016@gmail.com , 11 Giu 2017 Firenze

    • COSA é LA LUCE ? http://www.molwick.com/it/relativita/339-fisica-luce.html,la Luce e composta da particelle Fotoni del campo elettromagnetico che hanno una duplice proprieta di Onde ( delocalizzate nello spazio-tempo) e di particelle (localizzabili nello spazio-tempo) . Pertanto la Fisica Moderna a causa del dualismo suddetto non è ancora in grado di definire cos’è la luce dato che le caratteristiche diverse e la sua duplice natura non sono ancora state completamente comprese. Questo problema a carico del fotoni di luce riemerge nella sua complessita nelcaso dei BIOFOTONI emessi spontaneamente da ogni essere vivente. IDifferentemente dai Fotoni che viaggiaìno nel vuoto alla velocita della Luce che sono considerati dalla fisica con massa = Zero , i Biofotoni viaggiano in un ” Brodino “di acqua e proteine , con una velocita molto inferiore e non piu rettilinea a causa dell’ indice di rifrazione del mezzo attraversato e tale bassa velocita genera una maggior distinzione nel comportamento dualistico dei Biofononi , che possono generare segnali di sovrapposizione delle onde per interferenza ed anche (entanglement = intrigo) per compressione e compenetrazione dei biofotoni quando vengono g trasmessi attraverso strutture di dimensioni nanometriche ) DNA 2.5 nm, tubuline proteiche 4/5 nm, Sinapsi Bioelettriche nel cervello (4/5 nm) ecc. Infine per poter interagire coon il corpo e la mente la ’emissione di biofotoni che indice della vitalità del soggetto, i Biofotoni pur avendo massa a Riposo = a Zero , assumano massa cinetica diversa da zero nello loro interazioni di comunicazione interattiva nel sistema vivente

      Paolo Manzelli 17/08/2017

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